Origini della Pianta


Le prime notizie sulla pianta di fico (Ficus carica) risalgono ad epoca molto remota: già nella piramide di Gizah, eretta nel periodo compreso tra il 4.000 e il 1.500 a.C., è stata rappresentata la raccolta dei fichi. Gli antichi egizi hanno lasciato nei propri sarcofagi le descrizioni delle tecniche di salatura ed essiccamento al sole, nonché dei metodi da seguire nella costruzione di appositi edifici per conservarli a lungo. In Grecia, dove il fico era chiamato “sykon”, la produzione era talmente attiva che fu necessario costituire un’apposita classe dirigente per controllarne il commercio, denominata siconfanti. La fama dei fichi greci era tale da trovarne le tracce perfino nei banchetti dei re dell’Asia minore. Si racconta che Serse, dopo averli gustati, dichiarasse guerra agli Ateniesi promettendo a se stesso di non mangiarne più fino a quando non si fosse impadronito del paese che li produceva.

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Per i romani tre erano le piante sacre: l’ulivo, la vite ed il fico. In alcune delle sue opere Ovidio racconta che era tradizione offrire ad amici e parenti frutti di fico e vasi di miele all’inizio dell’inverno, come augurio affinché il nuovo anno iniziasse con dolcezza. Secondo il famoso botanico De Candolle, la pianta di fico è originaria dell’Asia Minore, da dove si sarebbe diffusa prima in Grecia e in Italia meridionale (Sicilia, Calabria, Lucania) quindi nella zona editerranea del nord-Europa, specialmente in Francia dove ha trovato condizioni favorevoli al suo sviluppo. Le origini remote della pianta sono dimostrate anche dalla presenza dei frutti o semplicemente delle sole foglie in numerose rappresentazioni artistiche e testi antichi.

La pianta di fico giunse in Calabria in epoca incerta, probabilmente al tempo della civiltà greco-romana per opera dei viaggiatori che la impiegavano come merce di baratto. Da allora in poi la sua coltivazione si è insediata velocemente, in particolare nella provincia di Cosenza, grazie ad una situazione pedoclimatica ideale. Si è così consolidata, in questo territorio, nel corso dei secoli una produzione di fichi rinomata, che per tanto tempo è stata considerata una tra le principali fonti di sostentamento alimentare e di commercio. La pianta del fico è abbastanza diffusa in tutte le regioni dell’Italia meridionale. Tuttavia ciò che differenzia la produzione cosentina dalle altre è la presenza di un’attività economica fortemente legata alla trasformazione del prodotto, ed in particolare ad una produzione di fichi essiccati con caratteristiche peculiari. La provincia di Cosenza produce oltre 800 tonnellate di fichi essiccati l’anno, rappresentando oggi la maggior quota di prodotto a livello nazionale. Si tratta di una produzione lavorata prevalentemente dalle aziende di trasformazione locali, specializzate nella produzione di confezioni tipiche quali Palloni, Iette, Corolle, Crocette.