Metodo di Produzione


I Fichi di Cosenza DOP sono ottenuti attraverso metodi che prevedono le seguenti fasi:

Impianto – la coltivazione può essere effettuata in consociazione o mediante impianti specializzati. Le forme di allevamento ammesse sono il “vaso libero” e “a cespuglio”, che devono essere correlate a sesti di impianto e sistemi di potatura che garantiscano una adeguata illuminazione e arieggiamento. In particolare, per gli impianti specializzati la densità d’impianto non potrà superare le 400 piante per ettaro.

Operazioni colturali – sono ammessi interventi irrigui di soccorso nelle annate con scarse precipitazioni per le piantine messe a dimora, mentre sugli impianti in piena produzione si può ricorrere a sistemi di irrigazione a scorrimento a goccia fino a venti giorni prima dell’inizio della raccolta. Sono esclusi trattamenti fitosanitari con prodotti chimici di sintesi. Non è ammessa la caprificazione dei frutti ovvero non è consentito favorire l’impollinazione da parte di insetti menotteri.

Raccolta – i frutti vengono lasciati maturare sulla pianta fino a quando non raggiungono un determinato grado di appassimento, valutabile dalla variazione del colore della buccia da verde a giallo-beige, e dalla piegatura del peduncolo. Grazie al clima mite e ai venti moderati, il frutto si disidrata sulla pianta, arrivando a un contenuto di acqua medio fino al 39-43%. È a questo stadio che i fichi, per le loro caratteristiche, vengono chiamati “passuluni”. I frutti vengono quindi raccolti generalmente nel periodo compreso fra agosto e ottobre e le operazioni sono effettuate a mano.

Essiccazione – i fichi, dopo la raccolta, devono completare il processo di essiccazione, per un periodo di tempo variabile a seconda del grado di maturazione e del metodo utilizzato, che può essere di due tipi. Con il metodo tradizionale, si sistemano i fichi su supporti di canne o altro materiale idoneo, il cui fondo permette la traspirazione e la conseguente
perdita d’acqua; si lasciano poi asciugare al sole per un periodo di tempo che va da tre a sette giorni a seconda del loro grado di maturazione, durante i quali vengono rivoltati più volte. L’essiccazione protetta, invece, prevede che i frutti siano mantenuti per al massimo di 5 giorni all’interno di serre, parzialmente o totalmente chiuse, con copertura in vetro o
altro materiale trasparente e aperture regolabili in modo che la temperatura massima possa essere mantenuta inferiore a 50°C.

Confezionamento – prima di essere confezionati, i fichi essiccati sono portati ai centri di lavorazione dove ricevono uno o più dei seguenti trattamenti: lavati con acqua fredda; lavati e sbollentati in acqua a 100°C per un tempo massimo di 2 minuti; sterilizzati con sistemi consentiti dalla normativa vigente in materia. Si ottengono così i fichi secchi, pronti per essere commercializzati. I fichi vengono quindi confezionati in appositi contenitori. Sull’etichetta dovranno comparire, a caratteri chiari e leggibili, oltre al simbolo grafico comunitario, le seguenti indicazioni: Fichi di Cosenza, eventualmente seguita dalla traduzione in altre lingue e, per esteso, dalla espressione traducibile Denominazione di Origine Protetta; il nome, la ragione sociale, l’indirizzo dell’azienda produttrice o del centro di lavorazione e confezionamento; il logo del prodotto. È consentito l’utilizzo delle seguenti menzioni aggiuntive, in lingua italiana o in dialetto locale, sulle confezioni delle varie tipologie di prodotti: Fichi secchi di Cosenza, Fichi essiccati del Cosentino, Ficu siccati, Ficu janchi. È vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione non espressamente prevista. È tuttavia consentito l’utilizzo di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati purché non abbiano significato laudativo o siano tali da
trarre in inganno il consumatore.