I fichi hanno eccellenti proprietà nutrizionali e terapeutiche


Il frutti freschi del fico sono nutrienti e facilmente digeribili, e per questo sono raccomandati in tutte
quelle fasi della vita nelle quali sia necessaria una fonte di energia rapidamente utilizzabile.
Consumati essiccati diventano un altro tipo di alimento, aumentando il contenuto in fibra e gli apporti di calcio e ferro. In fitoterapia vengono utilizzate anche le gemme del fico.

Chi era, nella Grecia antica, il sicofante? Con questa parola (presente anche nel nostro vocabolario, ma certamente poco usata) si definiva a quel tempo chi denunciava all’autorità il ladro o l’esportatore di fichi. Rubare, ma anche esportare i fichi, era infatti vietato nella Grecia di un paio di millenni fa perché significava sottrarre alla povera gente l’alimento principale. Sappiamo inoltre che gli Egizi ritenevano il fico l’albero della vita, dei cui frutti si nutrivano gli dei immortali. È chiaro dunque che, nell’antichità, l’albero del fico e i suoi frutti erano tenuti in grande considerazione. Così non sembrerebbe oggi, almeno secondo il noto proverbio «Far nozze con i fichi secchi», che sconsiglia di allestire una festa potendo contare solo su questo frutto, evidentemente ritenuto di poco pregio. In realtà sappiamo che non è così: gli estimatori dei fichi, freschi o secchi, sono assai numerosi. E con ragione, visto che questo frutto ha interessanti qualità nutrizionali e perfino terapeutiche.

LE ECCELLENTI PROPRIETÀ DEL FRUTTO FRESCO…

Il fico fresco è un frutto che contiene zuccheri facilmente assimilabili (11-12%), una buona quantità di minerali (soprattutto potassio, calcio e ferro), vitamine del gruppo B, vitamina A e tracce di vitamina C (7 mg ogni 100 grammi). Il fico è nutriente e facilmente digeribile, motivo per cui è alimento raccomandato in tutte quelle fasi della vita (come l’infanzia, l’adolescenza, la gravidanza, l’attività sportiva, la convalescenza) nelle quali è necessaria una fonte di energia rapidamente utilizzabile. Se consumato in buona quantità, anche grazie alla presenza di circa 2 grammi di fibre per 100 grammi, il fico ha una buona capacità di regolare l’intestino stitico. Per chi ha problemi di glicemia il consumo di frutta fresca, anche la più dolce, non produce effetti significativi. A riprova, l’indice glicemico del fico fresco (cioè la capacità dell’alimento di far variare la glicemia dopo il suo consumo) è solamente di 35 (il pane bianco ha un indice glicemico di 100). È opportuno, tuttavia, che il consumo sia moderato (per esempio 2 fichi al giorno).

… E DEL FRUTTO SECCO
I frutti freschi, una volta staccati dalla pianta, si conservano commestibili solo per poche ore. Soprattutto nei Paesi caldi (dove la produzione, tra l’altro, è molto abbondante) è stato storicamente necessario sviluppare una tecnica di conservazione. Quella più semplice e consentita dal clima è stata ed è l’essiccazione. La riduzione dell’80% del contenuto acquoso (e la conseguente concentrazione di tutti i principi nutritivi) fa diventare il frutto secco veramente un altro alimento rispetto a quello fresco. Nel fico secco il contenuto di fibra aumenta di sei volte, il che lo rende (specialmente dopo breve cottura in acqua assieme a uvetta e prugne secche) un alimento eccellente per favorire la formazione di feci morbide e facilmente eliminabili. Aumenta notevolmente anche il contenuto di minerali, tanto che 100 grammi di chi secchi coprono il 20% del fabbisogno giornaliero di calcio e il 30% di quello di ferro. La quantità di carboidrati disponibili nel fico secco arriva quasi al 60%, rendendo l’integrazione della dieta con fichi secchi indispensabile in tutti i casi di magrezza e di stanchezza eccessiva, sia di origine fisica che psichica. Compaiono, infine nel fico secco anche interessanti proprietà terapeutiche.
È ampiamente sperimentata l’utilità del decotto di fichi secchi (50 grammi di fichi secchi spezzettati bolliti per 10 minuti in un litro d’acqua) nelle infiammazioni delle vie respiratorie e urinarie, nelle gastriti e nelle coliti. Lo stesso decotto può essere impiegato per gargarismi, vantaggiosi nelle irritazioni delle gengive e nel mal di gola.
I fichi cotti si possono impiegare anche per applicazioni esterne in caso di foruncoli, scottature o altre irritazioni
della pelle.

DELLA PIANTA SI POSSONO IMPIEGARE ANCHE ALTRE PARTI

Dell’albero del fico si utilizzavano un tempo non solo i frutti, ma anche le foglie e la secrezione bianca (il lattice)
che sgorga cogliendo un fico non ancora maturo. Con le foglie ruvide si possono lavare piatti e pentole senza detersivo. Il lattice può servire per cagliare il latte e preparare un ottimo formaggio. Dalle gemme del fico la fitoterapia ricava un estratto (reperibile in gocce presso le farmacie e le erboristerie con la denominazione «Ficus carica Macerato Glicerico 1DH») indicato in tutti i disturbi intestinali (difficoltà digestive, gastriti e ulcere gastroduodenali, coliti spastiche). Per gli adulti la dose è di 50 gocce, diluite in poca acqua, da assumere
prima di pranzo e di cena per 2-3 mesi di cura.

Paolo Pigozzi
su Salute e Alimentazione

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